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L’iPhone 5 è davvero un flop oppure le aspettative erano troppo alte?

Far in modo che siano principalmente i consumatori a parlare dei propri prodotti, fa parte integrante dell’ormai consolidata strategia di marketing della Apple.

Dopo il lancio di un nuovo iPhone puntualmente la rete si divide tra chi vede nel nuovo prodotto Apple un inevitabile flop e chi invece se ne innamora subito pensando che sia, parafrasando lo slogan, il ‘più bello, potente ed innovativo iPhone di sempre’.

Lo stesso è successo il 12 Settembre 2012, quando il keynote di presentazione dell’iPhone 5 ha entusiasmato i più ‘addicted’ ma ha lasciato delusi coloro i quali forse si aspettavano l’uscita di un prodotto, dal punto di vista hardware, superiore a qualsiasi altro smartphone in commercio, dopo che lo stesso iPhone 4S non aveva apportato grandi modifiche hardware alla versione precedente.

In rete non mancano di certo i confronti tra l’iPhone 5 e i suoi predecessori o i suoi principali concorrenti (Samsung Galaxy SIII, Nokia Lumia 920, Motorola Droid Razr HD Maxx, HTC One X) quindi non mi cimento minimamente a confrontare i vari modelli.
(Propongo in fondo all’articolo un’immagine tratta dall’interessante confronto proposto da MrInformatica

Mi preme invece approfondire quanto le caratteristiche del nuovo iPhone 5 siano realmente da flop o meno.

Da una comparazione proposta nel sito della Apple (http://www.apple.com/it/iphone/compare-iphones/) appare evidente come il nuovo iPhone ha tutti i miglioramenti minimi necessari al lancio di un nuovo modello come il design, la connettività, la batteria e il processore.
Sicuramente però resterà un incognita (fino alla sua uscita) l’affidabilità anche in Europa delle mappe di proprietà Apple e l’effettivo miglioramento di Siri.
Non inserendo invece il connettore micro-USB, Apple ha fatto in modo di mantenere alte le critiche circa la sua mancanza di volontà ad adattarsi agli standard internazionali.

Dunque è evidente che non ci sono profondi cambiamenti nemmeno in questo modello, però mi chiedo…esattamente quale è la caratteristica che avrebbe dovuto avere il nuovo iPhone ma che non ha?
Davvero un’azienda che incassa il 71% degli utili del mercato degli smartphone (fonte ilGazzettino), deve  per forza stupire e cambiare radicalmente il proprio prodotto ad ogni nuova versione?

Tra l’altro, se si azzarda un paragone con i laptops (dato che lo smartphone viene spesso definito come un piccolo computer portatile), non credo che tra un modello di 2-3 anni fa ed uno di quest’anno, vi siano reali cambiamenti innovativi se non un processore più potente, più RAM e una scheda grafica più potente.

Personalmente non vedo la mancanza della tecnologia NFC nell’iPhone 5 come una grave mancanza in quanto si tratta di una tecnologia che, ad essere ottimisti, avrà bisogno di almeno 2 anni per attecchire (sempre se accadrà) e a quella data l’iPhone 6 dovrebbe essere già in commercio.

Tra i vari concorrenti “top gamma”, inoltre l’iPhone risulta essere quello con lo schermo più piccolo (4 pollici) contro i 4,5″ o 4,7″ dei concorrenti che li rendono più simili a dei mini tablet di quanto non lo sia l’iPhone.

Tutto questo senza considerare che, così come nei portatili, Apple fa affidamento su un migliore sistema operativo, creato appositamente per funzionare con quel prodotto e che garantisce prestazioni più elevate anche con caratteristiche hardware minori (qualcuno se la sente di paragonare un MacBook Pro da 1.300€ con un Sony Vaio dello stesso prezzo ma con Windows 7? )

Da possessore di iPhone 3G, che da quando utilizza iOS 4.x, ha visto le prestazioni del suo iPhone calare drasticamente, dovrei appartenere alla categoria dei delusi dalla Apple e non pensare minimamente all’acquisto di un nuovo iPhone.

Invece nonostante la diffidenza di consumatore attento soprattuto alle prestazioni e caratteristiche tecniche più che dell’aspetto o di funzionalità che non userò mai in un cellulare, ritengo l’iPhone 5 sia il cellulare più adatto per il mio prossimo cambio di smartphone.

Employability 2.0: opportunità di formazione ed inserimento nel mondo del lavoro

 Un innovativo percorso formativo e professionalizzante per laureati e laureandi dei corsi di Laurea magistrale o specialistica in scienze economiche e sociali, tecnico scientifiche e umanistiche, con età non superiore a 27 anni e voto di laurea non inferiore a 107.

Sky, in collaborazione con il Consorzio Elis lancia Employability 2.0: un innovativo percorso interaziendale di formazione e lavoro rivolto a 100 giovani laureati e laureandi che, investendo sulla loro professionalità ed arricchendo le proprie competenze in ambito MARKETING, SALES, ICT, OPERATIONS, potranno affrontare un percorso di inserimento all’interno di una delle aziende partecipanti al progetto.

Il progetto “Employability 2.0” introduce l’elemento della job rotation interaziendale nella fase di formazione e inserimento nel mondo del lavoro dei neolaureati con il coinvolgimento di almeno 2 diverse aziende appartenenti al Consorzio nelle quali i giovani saranno inseriti per un periodo che varia da 18 a 24 mesi.

L’iniziativa ha l’obiettivo di offrire risposte concrete ai neolaureati, che avranno così la possibilità di crearsi una professionalità realmente spendibile nel mondo del lavoro.

Il programma dura due anni ed è caratterizzato da tre elementi principali:

  1. Formazione (pre e post inserimento): articolata in moduli di general management e specialistici per trasferire ai partecipanti contenuti utili all’ottenimento di importanti certificazioni richieste dal mercato del lavoro (TOEFL, CAPM);
  2. Esperienza professionale interaziendale: ogni partecipante vivrà due esperienze professionali, ciascuna della durata di un anno, in due grandi imprese;
  3. Mentoring: grazie ad un mentor (figura di riferimento in azienda che trasferisce conoscenze ed expertise ai collaboratori più giovani) e al tutoraggio, i partecipanti verranno accompagnati nella definizione del percorso di crescita individuale;

Per maggiori informazioni o candidarsi, visitare il sito: http://www.employability20.it/

Gianni Giuseppe